GLI ITALIANI IN VENEZUELA: L’AMBASCIATORE BENEDETTI AL CONVEGNO DI IDOS

11/11/2020 – 18:31

ROMA\ aise\ – Ambasciatore, già Direttore generale per gli italiani all’estero alla Farnesina, Adriano Benedetti è intervenuto oggi pomeriggio alla conferenza online su vecchia e nuova emigrazione promossa dal Dossier statistico immigrazione – Idos, con un focus sulla comunità italiana in Venezuela. Connazionali che “stanno vivendo momenti di particolare difficoltà”.
Nel Paese sudamericano “c’è la vecchia emigrazione: l’80% dei 140mila iscritti all’Aire non sono nati in Italia e una buona percentuale di del restante 20% è partito per il Venezuela diversi anni fa”. Il paese, come noto, “sta vivendo un momento estremamente difficile e particolare della sua storia” che ah chiaramente effetti sulla nostra collettività.
Una comunità, ha osservato Benedetti, “che in relazione alle ultime vicende politiche si è orientata in un modo che non corrisponde alle idee e agli indirizzi delle autorità in carica in Italia: ha chiesto solidarietà al Governo italiano che, nella sua legittima autonomia, tra Guaidò e Maduro ha trovato una via intermedia di equidistanza e equilibrio. La comunità ha quindi registrato un atteggiamento da parte del Governo che non corrispondeva alle proprie attese”. Certo, ha annotato l’ambasciatore, “se l’Italia, come tutti gli altri paesi Ue, avesse appoggiato Guaidò contro Maduro certamente le cose non sarebbero cambiate in sostanza”.
Il Venezuela “è in uno stato di collasso totale” che “ha coinvolto non solo la parte politica. Il regime chavista totalmente illiberale è sostanzialmente una dittatura. Ora, alle sofferenze per questa inclinazione antidemocratica e alle difficoltà economiche straordinarie, si sono aggiunti gli effetti drammatici del coronavirus. L’attuale dirigenza italiana – ha proseguito l’Ambasciatore – ha cercato di venire incontro alle difficoltà materiali dei connazionali e ha deciso di stanziare risorse importanti ampliando iniziative di rilievo che attestano la solidarietà del nostro Paese” nei confronti di connazionali che, per la maggior parte, sono “espressione della vecchia emigrazione e dei conseguenti stati d’animo e necessità”.
“I vecchi istituti, penso a Comites e Cgie, e al voto all’estero, sono ancora validi, vanno mantenuti, preservati, ma adattati. A cominciare dal voto”, ha osservato Benedetti, secondo cui “le comunità stentano ad avvertire la solidarietà diretta non dico dello Stato, ma dell’opinione pubblica italiana”. Quindi “è bene che siano avviate le iniziative necessarie a rafforzare il legame profondo tra la Patria e chi l’ha lasciata per tanti motivi. In questo tentativo, è necessario un lavoro di vicinanza e di accreditamento della solidarietà dell’Italia” che deve vedere in prima linea la rete diplomatico-consolare: “ma come ora la rete deve svolgere un ruolo straordinario”, ha detto Benedetti. In questa fase di “di trapasso da una emigrazione all’altra” essa “ha il compito di mantenere il legame forte tra chi è all’estero e chi è rimasto. Perché le comunità all’estero rappresentano anche una riserva di simpatia e solidarietà nei confronti del Paese Italia che non può essere trascurata”. (m.c.\aise) 

Ugo Di Martino 

Presidente COM.IT.ES. Caracas

InterComites Venezuela

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